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L'isola di Tarèp

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Michele Solari, maestro in soprannumero, era una perfetta mediocrità, sia a livello fisico che intellettuale. L’unico suo obiettivo era “il lavoro” da svolgere in  una qualsiasi scuola, lavoro che gli permettesse di diventare “qualcuno”, di sposarsi e crearsi una famiglia. Un giono, per caso, Lina Varsili, sorella di Carla, persona di modeste qualità, lo conobbe ad una festa e, siccome era una zitella (anche se orientata verso maschi belli ed attraenti) finì per convincerlo a sposarla. La loro unione non fu tra le più esaltanti, anche se ebbero una figlia cui diedero il nome di Fabiola. I contrasti familiari erano all’ordine del giono, ma ciò non impedì a Michele e alla moglie (a cui s’aggiunse, forse con il compito d’intermediaria e di paciera, la cognata Carla) d’organizzare una gita in macchina con meta la regione Emiliana. Il viaggio, anzichè sedare, inasprì i contrasti familiati, senza che la ragazza potesse in alcun modo intervenire. Ad un certo punto l’uomo, mentre la comitiva si trovava nei pressi di Bologna, volle che la cognata lo sostituisse alla guida dell’automezzo, malgrado il divieto espresso dalla moglie. La quale aveva intuito i rischi connessi al cambio del  pilota; la macchina, infatti  subì un pauroso incidente che sembrava avesse concluso, una volta per tutte, quella terribile avventura. Unico superstite Michele Solari, ferito gravemente e di conseguenza impedito ad ottenere ragguagli su quanto accaduto. Era entrato in una sorta di “coma” che gli faceva rivivere, attraverso una serie di allucinazioni, i dettagli del viaggio. Solo quando quel terribile incubo conobbe la fine, Michele ebbe modo di conoscere, con esattezza, i termini dell’avventura. L’impatto fu doloroso, ma il protagonista di questa storia riuscì, a poco a poco a superare, con degli artifizi quello stato profondo d’angoscia. Uno degli espedienti usati fu il viaggio immaginario verso “L’isola ti di Tarèp”, creata artificiosamente a pochi chilometri da Arenzano, un’isola dove non esistevano il matrimonio, il lavoro e tutta una serie di disagi, comuni al nostro mondo. Purtroppo, il percorso eseguito con una barca, ebbe un esito negativo ed il risultato di tale tentativo fu la convinzione che la “vita” così com’è articolata offre all’uomo solo angoscie e delusioni.

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