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Alessandro D’Ercole


Nato il 16/8/1947, Roma: studi scientifici e laurea in Legge. Avviato allo studio della musica sin dalle scuole elementari, abbandona la fisarmonica e passa allo studio della chitarra classica. Disegna e dipinge sin dalle elementari, passando dalla tecnica dell’acquarello a quella dell’olio. Lascia in vendita le tele eseguite a un corniciaio del quartiere, ed esegue alcune opere su commissione. Durante l’università lavora per breve tempo in una casa di distribuzione cinematografica, per la quale scrive due sceneggiature. Stampa nello stesso periodo un suo libro dal titolo “GIOMBI”, che viene recensito da un critico d’arte. Dal ’69 al ’72 insegna chitarra presso l’Accademia filarmonica romana, con don Pablo Colino e Adriana Panni. Nel 1971 partecipa presso l’Accademia di Spagna di Santiago di Compostela al corso di interpretazione e tecnica chitarristica, tenuto da Josè Tomàs, in sostituzione di Andres Segovia. Dopo tre recital tenuti in Molise, abbandona l’insegnamento e si dedica alla ricerca di una forma di linguaggio che unifichi le sue esperienze di ricerca. Per continuare a lavorare nel settore dell’arte, pur all’interno della professione, stringe amicizia e collaborazione, all’interno della lega delle cooperative culturali, con alcune delle strutture portanti della nascita del movimento dell’effimero, durante l’assessorato di Renato Nicolini. Dal 1980, si dedica all’aspetto culturale della divulgazione dell’arte, unificando ogni ricerca in questo ambito; scopre nello stesso periodo i metalli, e soprattutto il ferro, che rappresenta la sintesi di ogni esigenza estetica: di segno, disegno e colore, dedicandosi dal ’79 in poi alla sola scultura, e prediligendo il ferro e i metalli poveri a qualsiasi altro materiale. Nell’ambito di Massenzio cinema, da tale data, espone alcune grandi opere, volte a rappresentare, all’interno della manifestazione, il tema conduttore della manifestazione stessa. Tale collaborazione inizia dal 1991, e dura fino a tutto il 1998. Nel 1995 con altri soci e collaboratori nasce la Massenzio arte, attraverso la quale si intende favorire l’esposizione di opere di giovani e meritevoli artisti all’interno della manifestazione, in quello che verrà chiamato “Il giardino dell’arte”. Il premio diventa internazionale. Contemporaneamente dal 1990 inizia una serie di mostre, per le quali scrivono recensioni critiche Elio Mercuri, Vito Apuleo, Massimo Locci, e altri su quotidiani e riviste di settore. Nel 1999, unendo il consenso di 40 soci, acquista il teatro di Dario Fo, c.d. teatro del Pavone, di via Palermo 28. Nel 2001 nasce la sede di via del Commercio 12. Nel 2003 si completano gli studi d’arte di via Affogalasino 30, per restituire all’arte e agli artisti una finalità nuova sul lavoro e sul vivere in comune. Nel 2004 si inaugura al centro di S. Maria delle Mole la cavea “Alberto Sordi”, per la quale realizza la scultura “Si gira”, con tre espressioni dell’artista e la targa di dedica apposta sul muro della cavea. Nel 2005 gli viene commissionata dal Corpo Vigili del Fuoco di Asti una grande scultura, sulla quale viene emessa una tiratura filatelica. Nel 2007 si stanno completando gli studi di via A. Cotogni, che proseguono l’esperimento suddetto, ampliando la ricerca sul tema dell’ambiente e di una concezione dell’abitare che tenga conto di uno sviluppo sostenibile.

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